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Raccontare il saper fare con la realtà aumentata e virtuale. Gli studenti del Fitstic in visita all’M9

Vengono da Bologna. Studiano la realtà virtuale e aumentata. Arrivano al museo M9 di Mestre per trarre ispirazione dalle molte installazioni multimediali presenti al museo, uno dei migliori d’Italia sotto questo aspetto. 

L’obiettivo è raccogliere nuovi spunti per la realizzazione di progetti innovativi per le aziende coinvolte nei nostri percorsi tra cui, Micromega (che produce occhiali) e Martina Vidal (abbigliamento e linee per la casa utilizzando il Merletto di Burano) che partecipano ad Upskill Venezia, progetto promosso da Fondazione di Venezia.

Sono gli studenti dell’ITS FITSTIC di Bologna!

Raccontare il saper fare con la realtà aumentata e virtuale. Gli studenti del Fitstic in visita all’M9

In queste settimane, gli studenti sono coinvolti nella fase di prototipazione, un passaggio cruciale all’interno della metodologia del Design Thinking. Dopo aver studiato a fondo le aziende, i consumatori e il contesto nel quale si muovono, si trovano ora a dare forma alle idee che hanno elaborato. Devono realizzare delle soluzioni concrete, realmente applicabili dalle aziende. 

Per affrontare la sfida della prototipazione, pensiamo che la cosa migliore sia andare a vedere con i propri occhi soluzioni molto innovative. Per questa ragione, d’accordo con i docenti del Fitstic, tra cui Alessandro Agostini di Virtual Reality che ha accompagnato le due classi,  abbiamo scelto l’M9 che appartiene a una nuova generazione di musei che utilizza tecnologie avanzate e installazioni immersive al servizio della narrazione. Visitare il museo è stato di grande aiuto per  gli studenti per capire come realtà così particolari come Martina Vidal e Micromega possono essere raccontate unendo le tecnologie 4.0 a un storytelling del saper fare artigiano. 

Raccontare il saper fare con la realtà aumentata e virtuale. Gli studenti del Fitstic in visita all’M9

Ma quali installazioni hanno colpito maggiormente la fantasia degli studenti? 

Nella sezione COME ERAVAMO, COME SIAMO. Demografia e strutture sociali, una grande proiezione a 360° permette di confrontare, ad esempio, la qualità e l’aspettativa di vita di una donna di trent’anni agli inizi del Novecento rispetto a quella di una donna dei nostri giorni.

Nella sezione THE ITALIAN WAY OF LIFE. Consumi, costumi e stili di vita touchscreen interattivi e proiezioni in 3D permettono di intuire le tante trasformazioni dei consumi, dei comportamenti e della socialità degli italiani nel secolo scorso.

In LA CORSA AL PROGRESSO. Scienza, tecnologia, innovazione sono presenti molte installazioni perlopiù realizzate con tecnologie in grado di leggere le gesture (una nuova tecnologia di hand-tracking che porta i gesti delle mani all’interno della realtà virtuale), che permettono di vedere l’evoluzione degli oggetti, soprattutto di alcuni oggetti iconici come la mitica Fiat 500. In questa sezione c’erano inoltre varie esperienze di gamification che riproducevano le fasi delle produzioni di storiche aziende, come l’Ansaldo. Quest’area racconta come sono nate le grandi imprese: dai primi stabilimenti, i cui macchinari richiedevano molti operai, fino alla fabbrica automatizzata di oggi in cui i tecnici e i robot hanno sostituito buona parte della manodopera tradizionale.

Nelle sezioni dedicate all’Economia, al lavoro, alla produzione e al benessere, come quelle dedicate allo Stato, alle istituzioni e alla politica, sono state realizzate tantissime esperienze immersive, giochi di suoni e luci e grandi ologrammi, che consentono di simulare diverse situazioni, da un rifugio di guerra a una più prosaica discoteca anni ‘70 con al centro una palla stroboscopica, fatta di suoni e luci che aumentano al semplice movimento della mano. 

Raccontare il saper fare con la realtà aumentata e virtuale. Gli studenti del Fitstic in visita all’M9

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