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Dal saper fare al fare impresa

Il rilancio dell’artigianato veneziano con Homo Faber Economy

C’è una Venezia che non si rassegna a essere solo una vetrina turistica, ma che rivendica il suo ruolo di ecosistema produttivo vivo, contemporaneo e di altissima qualità. In due anni di progetto Homo Faber Economy questa è la nuova traiettoria che abbiamo tracciato: è la Venezia delle botteghe, dei maestri d’arte e dei giovani talenti che scelgono di innovare partendo dal saper fare manuale.

+1000 
ore di formazione, mentoring e consulenza erogate

+15
temi trattati

+170
partecipanti coinvolti

 

Gli artigiani del futuro puntano su premiumization, innovazione digitale e ibridazione di competenze inserendosi nel modello PACT Economy.

Homo Faber Economy: una risposta concreta al declino dei centri

Una Venezia che punta e investe sulle botteghe, sugli artigiani e sul loro avvicinamento a giovani talenti che scelgono di innovare partendo dal saper fare manuale.
È proprio questo il risultato a cui abbiamo contribuito sviluppando Homo Faber Economy, un progetto ambizioso, sostenuto dalla Regione Veneto che ha visto noi di Upskill 4.0 lavorare a stretto contatto con la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari, Fondazione di Venezia e numerosi altri partner istituzionali e di rete.
Con l’evento del 5 maggio 2026, presso il campus di San Giobbe, abbiamo celebrato l’impatto generato in questo biennio di lavoro in un incontro partecipativo trasmettendo le lezioni apprese e presentando un nuovo modello di sviluppo per la città di Venezia.

Ibridare l’eccellenza manuale con le nuove competenze “soft” e digital

La domanda che ha guidato il progetto è stata: come trasformiamo l’eccellenza manuale in imprese solide, capaci di competere nel mercato premium globale, creando valore economico e sociale per la città?
Spesso, infatti, la difficoltà maggiore per gli artigiani non risiede nella qualità del prodotto, ma nella capacità di costruire una marca forte e distintiva. Per chi vuole crescere in un’ottica premium, il prodotto da solo non basta: serve costruire una narrazione chiara e coerente, investire in uno spazio che possa rappresentare la marca e in cui far vivere esperienze significative ai clienti e aprendolo alla comunità.

Un percorso di formazione, accelerazione e accompagnamento per passare dal “saper fare” al “fare impresa”

Per rispondere a questa sfida, abbiamo costruito un percorso di accompagnamento, formazione e sviluppo coinvolgendo oltre 30 docenti e professionisti, approfondendo oltre 15 tematiche rilevanti per l’artigianato contemporaneo. Dall’e-commerce, al growth hacking, passando dalle basi legali della creazione di impresa fino alla premiumization. Un percorso che ha coinvolto anche visite di studio e coaching manageriale per proiettare gli artigiani coinvolti in un salto culturale: dal “saper fare” al “saper fare impresa”. Abbiamo lavorato su tre direttrici fondamentali:

  1. Premiumization e identità. Abbiamo affiancato le realtà artigiane nell’adozione di strategie di marca di fascia alta, insegnando loro le tecniche di narrazione esperienziale. L’obiettivo è stato rendere gli imprenditori consapevoli del proprio valore e capaci di posizionarsi sul mercato senza subire la competizione sui prezzi, ma puntando sull’unicità.
  2. Tecnologia come amplificatore. La tecnologia è stata inserita come chiave trasversale: dall’e-commerce, all’intelligenza artificiale generativa. Le competenze digitali non sostituiscono la mano dell’artigiano, ma diventano leve indispensabili per l’innovazione di processo, la tracciabilità del valore e la costruzione di un dialogo diretto e disintermediato con i clienti internazionali.
  3. Ponte intergenerazionale. Il coaching ha favorito l’apertura delle botteghe a nuove competenze, stimolando il dialogo tra la sapienza dei maestri e la visione dei giovani talenti e degli studenti universitari, fondamentali per la transizione digitale e strategica.

I numeri di una community attiva

I risultati condivisi nell’evento finale di San Giobbe restituiscono l’immagine di un tessuto urbano che ha voglia di reagire alla monocultura turistica attraverso la qualità:

  • 170 partecipanti attivi che hanno formato una rete solida e coesa.
  • Costruzione di una “economia di prossimità”: le imprese coinvolte hanno iniziato a collaborare tra loro, creando una rete sociale ed economica autosufficiente.
  • Sviluppo di nuove connessioni tra artigianato, cultura, istituzioni formative e stakeholder territoriali.

Il nostro messaggio alla città di Venezia

Quale eredità lascia Homo Faber Economy al territorio?
La consapevolezza che per restituire ricchezza e socialità alla città di Venezia il ruolo delle imprese è tutt’oggi di grande rilievo. Questa responsabilità non cade sul singolo, bensì va portata avanti da un ecosistema di enti di formazione, acceleratori, e imprese che generano valore, tramite servizi per la cittadinanza, momenti di confronto e spazi di relazione che favoriscano connessioni reali, integrandosi perfettamente nei principi del modello PACT Economy.
L’imprenditorialità, infatti, richiede investimenti, formazione, continuità e coraggio. Non si esaurisce con la fine di un bando.
Per questo motivo, la crescita di queste imprese resta la nostra massima soddisfazione e il nostro impegno per il futuro. Upskill 4.0 continua a creare occasioni di accompagnamento strategico continuativo per queste imprese, offrendo percorsi a prezzi calmierati per consolidare quanto appreso e supportare chi decide di investire nel proprio business.

***

Note

Progetto “Homo Faber Economy”
Codice 2120-0001-727-2023
CUP H77G23000350002
PR Veneto FSE + 2021-2027
DGR. 727/2023 VENEZIA I.C.O.N.A.

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